Mentre le riforme languono in Sapar cambia tutto
Le Regioni frenano sulla riforma del gioco fisico e chiedono la modifica del calendario previsto. Intanto in Sapar arriva un altro presidente.
Pur esprimendo parere favorevole sulla riforma fiscale per il gioco pubblico terrestre, le Regioni chiedono più tempo per l’esercizio della Delega. La questione ha risvolti finanziari perché le Regioni tornano a chiedere l’istituzione di una compartecipazione percentuale al gettito derivante dagli apparecchi da gioco proporzionata al territorio in cui tali entrate si generano. C’è una proposta avanzata in sede di intesa, richiamata nella parte centrale del documento, che punta a garantire un ritorno economico diretto per le Regioni sia sul canone di concessione, sia sul volume di gioco al netto delle vincite. Nel parere si legge: “Non si ravvisano impatti finanziari sui bilanci delle Regioni e delle provincie autonome. Ma si richiama l’esigenza di una “analisi tecnica” sulla definizione dei contenuti del decreto legislativo per valutare in modo completo gli effetti delle disposizioni sui giochi pubblici e sull’equilibrio dei conti locali”.
La Conferenza ha insistito affinché il Governo modifichi l’Art.1 del disegno di legge
In Conferenza è stato chiesto il tempo necessario per l’inserimento delle norme finanziarie richieste che, se accolte, potrebbero spostare in avanti di tempi di approvazione del decreto delegato al riordino del gioco fisico.
Intanto in Sapar si cambia la guida.
La storica Associazione, che è sempre stato un punto di riferimento per gli operatori di strada, negli ultimi anni ha subito un calo delle iscrizioni e rischia la latinizzazione nella sfera politica nazionale. Recentemente è stato eletto come Presidente, Sergio D’Angelo, ma servirà un cambiamento profondo culturale e operativo se si vuole riportare il giocatore al centro della pratica ludica. Per cambiare le cose, cioè rimettere al centro del rapporto il giocatore per contrastare il gioco illegale, gli operatori del gioco legale devono essere informati ed intervenire sulla cultura del gioco responsabile, perciò non può essere la semplice intermediaria, ma deve giocare un ruolo importante anche sotto l’aspetto preventivo. In Tutta Europa si sta trasformando il ruolo dei gestori a causa della globalizzazione e l’automazione delle grandi imprese che hanno messo sotto scacco i piccoli gestori che hanno perso la classica definizione del gestore.
Il mercato è cambiato, ma non tutto è perduto
Nonostante la crisi e la centralizzazione dei poteri, il gioco fisico avrà sempre una grande importanza, ma serve uno spirito innovativo che parta dalle risorse degli associati. Tanto per fare un esempio, il mercato ludico mostra una forte crescita, ma gli operatori attivi anche nei videogiochi hanno bisogno di leggi chiare, di rappresentanza e assistenza, sia nel gioco da remoto che nei locali pubblici. In sostanza la figura del gestore attuale di AWP e VLT ha bisogno di un contratto incentrato sui servizi e di un rapporto chiaro con i concessionari e con la rete distributiva. Questo e anche di più chiedono i gestori proprio ora che arriva il bando dell’online e la diffusione dei PVR. Se SAPAR vuole avere un importante ruolo politico, dovrà farsi carico della tutela di queste figure professionali con al centro un sistema legale, informativo e rappresentativo, oltre che professionale.
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