Avviata la procedura di infrazione contro Malta

Avviata la procedura di infrazione contro Malta

La Corte di Giustizia Europea stabilisce le regole per i controlli antiriciclaggio dei giochi con premi in denaro.

Lo chiamano gioco d’azzardo, ma verificandone il funzionamento parliamo di giochi che rispettano le regole dei rispettivi Stati. Ad ogni modo a metà giugno la Corte Europea ha emesso una sentenza di rilievo per il comparto del gioco d’azzardo  contro Malta e per tutti i possibili soggetti che non rispettano le norme antiriciclaggio. La questione è nata per le controversie tra la società lettone LAIMZ SIA, che opera online, e l’autorità di vigilanza che aveva inflitto una pesante sanzione per non aver effettuato adeguate verifiche sui propri clienti. La Corte aveva fornito chiarimenti sull’interpretazione di diverse disposizioni di base come “stretti collaboratori” di persone   politicamente esposte, la collaborazione del gruppo e le condizioni   di verifiche rafforzate. Secondo la Corte non è sufficiente che due persone siedano insieme nel consiglio direttivo per far scattare la qualifica di “stretti collaboratori”. Una simile appartenenza rappresenta una circostanza rilevante da considerare nell’analisi del rischio ma non può bastare da sola a giustificare gli obblighi rafforzati.

Laimz aveva sostenuto di aver agito sulla base di informazioni già adottate dalla società del gruppo Optibet

La Corte ha confermato che le società appartenenti allo stesso gruppo possono condividere informazioni nell’ambito della prevenzione del riciclaggio, ma ha precisato che ciascun soggetto deve comunque effettuare valutazioni in modo indipendente.La Corte ha poi stabilito alcuni parametri di gestione tra i quali troviamo “Nella pratica operativa devono essere aggiornate le misure di adeguata verifica nei confronti dei clienti già acquisiti, le verifiche vanno effettuate ogni volta che una transazione, sia essa una vincita o una puntata, raggiuga o superi i 2000 euro”. La sentenza si colloca nel solco di una giurisprudenza che punta   a rendere più preciso e coerente l’intero apparato normativo europeo in materia di riciclaggio. Seguono i pareri della Corte fino alle modifiche della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018. Con profonda pignoleria la Corte ha quindi citato paragrafi e articoli collegandoli con i paragrafi della direttiva stessa e ha aggiunto che la direttiva deve essere interpretata secondo il concetto che i soggetti obbligati devono applicare misure di verifica della clientela ogni volta che, al momento dell’incasso di vincite, della puntata di una somma o di entrambe, l’operazione in questione raggiunga o superi i 2000 euro, indipendentemente dal fatto che sia effettuata in un’unica operazione o in più operazioni collegate tra loro.

 

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