Lollobrigida chiede chiarezza
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il direttore dell’ADM mostra la sua inquietudine sulla sentenza.
L’oggetto della discussione era incentrato sugli apparecchi online nei locali pubblici e secondo Lollobrigida: “La pronuncia che ha sancito l’incostituzionalità della norma che vieta le installazioni online ha prodotto interpretazioni dannose per l’intero sistema del gioco legale in Italia”. Detto in breve la Corte sembrerebbe giustificare la diffusione di dispositivi del gioco fuori dal circuito concessorio. Il Direttore ha segnalato che ci sono state reazioni negative da parte di soggetti che hanno visto nella sentenza un pretesto per “fare quello che vogliono”, come se fosse stato abolito ogni vincolo. Questa situazione, secondo il Dirigente, rafforza il bisogno di un intervento normativo e regolatorio dato che lasca spazio a comportamenti che indeboliscono l’Autorità dello Stato e rischiano di legittimare l’installazione selvaggia di apparecchi in esercizi privi di concessione. L’ADM ha già predisposto una circolare interna che il Dir. Lollobrigida ha definito “indicativa” con l’obbiettivo di fornire una interpretazione chiara per prevenire usi impropri della sentenza. Parallelamente è stata avviata la stesura di una proposta che possa sanare le ambiguità e ristabilire un quadro certo. Alcuni paventano che l’intenzione sia quella di evitare che il pronunciamento della Corte venga strumentalizzato per minare la legalità del sistema. In questa situazione Lollobrigida ha ricordato che solo le apparecchiature inserite nella rete regolata possono essere considerate legali. Le parole del Dir. Lollobrigida stabiliscono il principio che consente di garantire che ogni strumento di gioco venga verificato e controllato nella sua funzionalità a tutela del consumatore e della trasparenza del prodotto. Insomma è evidente che l’assenza di concessione espone il sistema al rischio di manomissioni di dispositivi potenzialmente dannosi. Il tale caso solo uno pseudo operatore, per non dire un bandito, gestirebbe una azienda del gioco.
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